martedì 30 ottobre 2012




COMUNICATO STAMPA
INQUINAMENTO IDRICO - APPELLO ALLA POPOLAZIONE


Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto-No Inceneritori e Cittadinanzattiva informano che, in merito all’inquinamento idrico verificatosi nelle zone Baiano alto, Collefabbri, Collicelli, Crocemarroggia, Madonna di Baiano, Morro, Ocenelli, Perchia, Sant'Angelo in Mercole, Santo Chiodo, San Giovanni di Baiano, San Martino in Trignano, San Silvestro e Uncinano, vogliono insieme ai cittadini,  fare piena luce sull’accaduto.

Per questo motivo hanno organizzato un incontro con la cittadinanza per parlare del grave episodio che ha coinvolto migliaia di cittadini, per decidere insieme quali azioni perseguire per ottenere informazioni corrette e per  individuare eventuali responsabilità dell’accaduto da cui verificare  gli estremi di un possibile risarcimento dei danni provocati.

L’assemblea è convocata per venerdì 2 novembre alle ore 21.30 presso la palestra della scuola media di Baiano.

Spoleto, 30 Ottobre 2012
Cittadinanzattiva Spoleto
Comitato Rifiuti Zero Spoleto No Inceneritori 




 
 
        

giovedì 18 ottobre 2012

EMERGENZA CONTAMINAZIONE RETE IDRICA: APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI E AI CITTADINI


Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto No Inceneritori sin dalla sua costituzione ha incentrato la propria attività sulla salvaguardia e tutela dell’ambiente e sul rispetto dei diritti dei cittadini ad un livello qualitativo elevato dei servizi pubblici locali.

Sono anni ormai che denunciamo le inefficienze e la superficialità con cui i temi del rispetto dell’ambiente e della salute pubblica  vengono trattati in questo territorio da parte delle istituzioni che lo rappresentano e dovrebbero difenderlo: raccolta differenziata ai minimi regionali, autorizzazioni ad impianti a biomassa meramente speculativi e nocivi alla salute, scadente gestione della igiene urbana, assoluta carenza di informazioni in merito al futuro della discarica di Sant’Orsola, pericolo di incenerimento dei rifiuti alla Cementir.

L’episodio del grave inquinamento idrico dimostra ulteriormente, se mai ce ne fosse stato bisogno, come la tutela dei cittadini e la salute collettiva siano valori trascurabili per chi ci amministra e per chi istituzionalmente dovrebbe perseguire scopi di prevenzione e repressione di ogni aggressione alla incolumità pubblica.
Le risposte all’emergenza della contaminazione di tipo fecale dell’impianto idrico sono state tardive, lacunose e finalizzate solo a minimizzare un evento che assume proporzioni gravissime, sia in termini numerici, che di rischi connessi alla salute degli abitanti delle frazioni colpite.

Ci saremmo aspettati una capillare e tempestiva informazione da parte della società Vus Spa e della stessa amministrazione comunale, anziché notizie frammentarie e comunicate in maniera a dir poco approssimativa.
Desta sconcerto il comportamento della ASL 3, che, come al solito, continua a minimizzare i fenomeni, e prima ancora dei necessari e doverosi accertamenti, si è prodigata in ardite supposizioni tese a escludere a priori ogni nesso tra la contaminazione delle acque e lo sconcertante fenomeno di infezione verificatosi in maniera massiccia nelle stesse zone interessate dall’inquinamento.

Ancor più incredibile è l’assoluto silenzio da parte dell’ARPA.

Vista la gravità degli eventi, il Comitato Rifiuti Zero Spoleto No Inceneritori auspica con la massima urgenza un coordinamento da parte delle associazioni ambientaliste e di tutela dei cittadini, per costituire un fronte comune per ottenere le doverose risposte da parte degli organi preposti, e per raccogliere le istanze dei singoli cittadini colpiti al fine di tutelare gli interessi delle comunità danneggiate, fornendo così ulteriori elementi utili allo svolgimento delle indagini da parte della Procura di Spoleto.

Il Comitato, in attesa di un celere confronto con le altre associazioni, comunica che metterà a disposizione della cittadinanza le proprie strutture per acquisire informazione e denunce, che potranno essere inviate tramite mail a rifiutizerospoleto@gmail.com o presso gli uffici di Spoleto Via Mameli n. 22, nei giorni di martedì e giovedì dalle 16,00 alle 19,00.

Il Comitato Rifiuti Zero Spoleto No Inceneritori 

martedì 16 ottobre 2012

Comunicato stampa osservatorio rifiuti Foligno Spoleto


Osservatorio Rifiuti Foligno - Spoleto per l'ottimizzazione della quantità e qualità della raccolta differenziata in Valle Umbra Sud.


Il giorno 9 ottobre 2012 le associazioni Cittadinanzattiva circoli di Foligno e Spoleto, Legambiente circoli di Foligno e Spoleto e Rifiuti Zero Spoleto si sono riuniti per definire un piano e strategie comuni sulla problematica della gestione dei rifiuti urbani nel territorio della Valle Umbra Sud.
A tal fine le Associazioni hanno costituito un “Osservatorio” con spirito positivo e propositivo per raggiungere obiettivi concreti a servizio della cittadinanza, delle istituzioni e dell'azienda di servizi operante nel territorio. L’Osservatorio inizia riunendo le Associazioni di Foligno e Spoleto non per escludere gli altri comuni serviti dalla medesima azienda di servizi, ma perché in queste città sono già presenti Associazioni di volontariato che si battono su questo tema: i risultati che si riusciranno a raggiungere andranno estesi a tutto il territorio interessato. L’osservatorio nasce  per dimostrare che il mondo delle Associazioni vuole positivamente superare ogni vincolo territoriale e dicotomia Foligno – Spoleto che è stata teatro di scontri politici sicuramente non a servizio del cittadino e dell'ambiente come  bene comune. 

La finalità principale che l’Osservatorio si pone è  proporre azioni e buone pratiche per l’incremento della quantità e qualità merceologica dei rifiuti differenziati che, in base alla Direttiva Europea n. 98 del 2008, dovranno consentire l'attivazione di percorsi di filiera per il riciclo (l’Unione Europea individua quale obiettivo il quantitativo di riciclaggio del 50% in peso dei rifiuti domestici e simili, con una particolare attenzione ad alcune frazioni merceologiche come la carta, il vetro, i metalli e la plastica), fermo restando l'attivazione di tutte le azioni a favore della Riduzione, Riciclaggio, Riutilizzo, Recupero che sono le priorità della strategia dell'Europa al 2020.

L’Osservatorio, inizialmente, si pone l’obiettivo di verificare dello stato dell'arte della gestione dei rifiuti in Valle Umbra Sud e della rispondenza alle normative comunitarie e nazionali vigenti, al Piano Regionale Gestione Rifiuti (PRGR) e al Piano d'Ambito (PdA). Le Associazioni confluite nell’Osservatorio ritengono di dover monitorare le strategie e le azioni intraprese dalle istituzioni e dall’azienda di servizi al fine di rispettare le tabelle di marcia programmate per il raggiungimento gli obiettivi di legge sanciti all’art. 205 del D.Lgs. n. 152/06 e s.m.i.: entro il 31/12/2012 differenziare i rifiuti per il 65% delle quantità prodotte.

Non solo, nell’ottica di porsi come soggetto propositivo e non solo critico si vuole essere di stimolo affinché si sviluppino buone pratiche per potenziare o iniziare specifici progetti a servizio  delle comunità locali e del territorio, ossia azioni dirette a ridurre la quantità dei rifiuti, migliorare la qualità della frazione organica raccolta, creare percorsi di filiera per la plastica, oli esausti, etc. Inoltre saranno attivate azioni di sensibilizzazione dei cittadini, intesi come motore primo della buona riuscita di una efficace ed efficiente raccolta differenziata, dovendo divenire questi il punto di riferimento per le istituzioni e l’azienda di servizi.

Si sottolinea con forza il ruolo di pubblica utilità dell'azienda di servizi presente sul territorio della Valle Umbra Sud essendo questa di proprietà interamente pubblica, che deve quindi divenire paradigma di eccellenza.

Gli aderenti all’Osservatorio ritengono infine fondamentale porre i riflettori sull'imminente chiusura  della discarica di S. Orsola, che rappresenterà comunque una grande sfida per dare  slancio ad una funzionante e virtuosa raccolta differenziata e alle attività collaterali di Riciclo, Riuso e Recupero che  potranno tamponare gli effetti di una gestione fin qui irresponsabile. 

mercoledì 10 ottobre 2012

Lettera aperta ai cittadini


Il 30 luglio scorso una delegazione del Comitato Rifiuti Zero e di Cittadinanzattiva si è incontrata con il sindaco, il suo portavoce e il vice sindaco per presentare e discutere varie richieste sull’argomento della raccolta differenziata. Questi gli argomenti:

1. Emettere ordinanza relativa alla raccolta differenziata per includere la raccolta dell'organico di tutti gli esercizi commerciali, compresi bar, alberghi e ristoranti del comune di Spoleto ed avviare la raccolta dell'organico nel centro storico presso le famiglie residenti;

2. Condizionare l'aumento della Tarsu richiesto ai cittadini e del corrispondente ulteriore pagamento alla VUS spa al mantenimento dell'obiettivo del 65% di raccolta differenziata e riciclo dei materiali;

3.  Avvisare la VUS spa che in caso di mancato raggiungimento a fine anno di una soglia pari ad almeno il 60%, oltre alle penali contrattuali, verrà disdetto il contratto di servizio e sarà aperta una gara pubblica per l'assegnazione del servizio ad altro soggetto più idoneo;

4.  Far pubblicare sul sito del comune di Spoleto, ATI 3 e Vus spa:
·   l report trimestrale contenente i dati mensili di produzione dei rifiuti, le percentuali di raccolta differenziata di tutte le utenze domestiche e non, le percentuali di riciclo con i relativi introiti.
·   Nuovo Contratto di servizio Vus spa di tutti i comuni dell’ATI 3
·   Bilancio consuntivo 2011 preventivo 2012 della Vus spa
·  Organigramma  della Vus spa con n° dipendenti suddiviso per comune e per ruolo

5.  Aprire un tavolo per definire fin da subito l’obiettivo per la strategia “rifiuti 0”

6. Mettere in pratica immediatamente i primi 3 passi della strategia “rifiuti 0”

7. Sfruttare fondi per la formazione informazione dei cittadini su come svolgere la raccolta differenziata

8. Estendere obbligatoriamente la raccolta differenziata su tutti i comuni sia a privati che ad aziende

9. Mettere a disposizione delle associazioni i locali per fare un corso sulla strategia rifiuti zero al quale invitare i responsabili VUS, i sindaci dell’Ati3

10. In qualità di presidente (ormai forse ex?) dell’ATI 3 coinvolgere i comuni aderenti alla stessa a firmare un documento congiunto dove si evidenzi la netta contrarietà in merito all’incenerimento dei rifiuti nelle Cementerie di Spoleto
A parte i punti 2 e 3 in cui il sindaco e la sua  giunta, in maniera arbitraria, hanno accettato che la VUS raggiungesse entro l’anno il ridicolo risultato del 47% di raccolta differenziata, regalando alla stessa ben 600.000 euro dei cittadini (ad oggi il 47% è solo un miraggio), sugli altri punti si è dimostrato da subito d’accordo. Oltre ad esprimersi con favore, ci ha riferito che addirittura il punto 10 lo aveva già messo in agenda con la certezza di ottenere il risultato e per gli altri si sarebbe mosso quanto prima.

L’incontro si concluse con la promessa di una ulteriore riunione a breve  per dare  risposte alle ns richieste e per parlare con i responsabili della raccolta rifiuti della VUS. Da quel giorno il Sindaco è completamente sparito disattendendo in modo inverecondo i suoi impegni. E’ sparito, ma solo per i cittadini. Infatti ha  dedicato  il suo tempo ad una battaglia, di nessun interesse per la comunità, per mantenere un presidente di Spoleto alla guida della VUS, preoccupandosi solo degli interessi di partito. Cosi come si sta adoperando affannosamente per piazzare il direttore generale di comodo.

E la raccolta differenziata che fine ha fatto? Non se ne sa piu’ nulla. E intanto i 600.000 euro stanno prendendo la via delle casse della VUS per premiare la sua dannosa immobilità con i soldi di noi contribuenti.
L'aumento della Tarsu che ci è stato presentato come necessario ad incrementare la raccolta differenziata era già considerato pregiudizialmente illegittimo in quanto premiava di fatto una ingiustificabile inefficienza della VUS ed un obiettivo ridicolo, oltre che contrario alle disposizioni comunitarie (l'Unione Europea impone il 65%). Diventa ora assolutamente odioso e intollerabile di fronte alla evidente mancanza di investimenti e di migliorie nel servizio da parte della società.

Chiediamo che quelle somme siano restituite e riteniamo che debbano essere pagate personalmente dagli amministratori che hanno avallato l'indebita manovra, anche utilizzando tutti i nuovi strumenti in discussione presso il governo per combattere le inefficienze negli enti locali.

Abbiamo richiesto il bilancio della VUS spa, lo stiamo esaminando e  avremmo voluto  che il sindaco nonché ex presidente dell’Ati3 (o forse no….. continuano i balletti politici) ci avesse spiegato :
Come mai un’azienda che fattura complessivamente circa 50.000.000 (cinquanta milioni) di euro ha solo un ricavo netto di 120.000 (centoventimila) euro?
Come mai i costi di gestione e i costi per il personale sono così elevati?
Come si può pensare che un’azienda con una scarsissima liquidità sia in grado di rispettare il proprio ruolo?
A questo punto, visto che il sindaco si è “defilato” facendosi negare più e più volte, nei prossimi giorni chiederemo un incontro con il nuovo presidente della VUS per farci spiegare come intende risolvere la questione dei rifiuti a Spoleto.
Chiederemo inoltre che i conti relativi al costo del servizio gestione rifiuti siano scorporati ed evidenziati in maniera dettagliata all'interno del bilancio della VUS.

I cittadini hanno il diritto di controllare, soprattutto in previsione dell'inevitabile passaggio dalla Tarsu alla nuova Tariffa.
Non ci lasciamo spaventare dalla minaccia di aumenti, perché siamo consapevoli che il costo è elevato solo a causa di inefficienza nella gestione e mancanza di coraggio nella scelta del recupero delle materie preziose che compongono i rifiuti urbani.

Ma nel frattempo ribadiamo : Sindaco Benedetti, ma che ci stai ancora a fare qui se poi non fai?
Chiediamo a tutti i cittadini che sono sconcertati da questi comportamenti di contattarci per unirsi ad una sacrosanta richiesta di verità e di rispetto per le attività che sono finanziate dai soldi dei contribuenti.
Se sei stanco di sopportare questi soprusi unisciti a noi per contribuire al cambiamento e scrivici tramite:
Comitato Rifiuti Zero Spoleto No Inceneritori

mercoledì 5 settembre 2012

Domenica 9 settembre banchetto informativo Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori

Domenica 9 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, il Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori sarà presente con un banchetto informativo nello spazio di Piazza San Gabriele dell’Addolorata (quella contigua a Largo Oberdan e via dei Gesuiti) in occasione della manifestazione Alter Fiera 2012.

In questa occasione siamo a disposizione per il rinnovo delle tessere di adesione e per spiegare ai cittadini le azioni che stiamo effettuando in materia di raccolta differenziata.
Alle 17.00 sarà proiettato una parte del documentario del regista Andrea Sbarretti della serie “io rifletto” che tratta l’argomento rifiuti nella citta di Spoleto.


Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori




giovedì 28 giugno 2012

Anche il comitato rifiuti zero aderisce al coordinamento regionale


Chi siamo, cosa vogliamo
Il coordinamento raggruppa associazioni, comitati, movimenti o singoli cittadini dell’Umbria che si sono uniti per riorientare la gestione dei rifiuti umbri con una modalità che tende ad annullare il ricorso a discariche e inceneritori. Per ora hanno aderito al coordinamento gruppi delle seguenti località: Perugia, Terni, Spoleto, Umbertide, Città di Castello, Deruta, Corciano, Orvieto, Gubbio. Gualdo Tadino, per un totale di  circa 30 tra associazioni e  gruppi sparsi nel territorio regionale.

Discariche e inceneritori
Ciò che oggi ci hanno abituato a chiamare “rifiuto” è in realtà un materiale ricco di valore sia in termini ambientali che economici, che paghiamo due volte: la prima volta con l’acquisto, la seconda con lo smaltimento.
In armonia con le normative europee, vogliamo che in Umbria sia adottata una nuova modalità di gestione dei rifiuti che, invece di arricchire le lobby, restituisca ai cittadini il valore economico ed ecologico dei loro scarti.

“Strategia Rifiuti Zero”
E’ una modalità di gestione dei rifiuti basata sulla raccolta differenziata “PORTA a PORTA spinta”, per arrivare entro il 2020, al riciclo totale di tutto il materiale che oggi consideriamo rifiuto, così da chiudere definitivamente discariche e senza alcun bisogno di  ricorrere all’incenerimento dei rifiuti. Dove tale strategia è stata adottata si sono avuti grandi vantaggi occupazionali, la riduzione delle tariffe di raccolta, dei costi economici e ambientali di smaltimento.

La Strategia Rifiuti Zero in Italia e in Umbria
Dopo la brillante esperienza di Capannori (LU), la strategia rifiuti zero è stata ufficialmente adottata da 83 comuni italiani, tra cui Napoli e La Spezia per un totale di 2.389.633 cittadini.
In Umbria, per ora, solo il comune di Umbertide ha adottato la Strategia Rifiuti Zero mentre il Consiglio Comunale di Gubbio ha introdotto questa strategia come “prescrizione” per aderire al piano d’ambito dell’ATI1: troppo poco per la regione cuore verde d’Italia!

Il Coordinamento Regionale Umbro Rifiuti Zero si propone di ampliare l’opera di sensibilizzazione già intrapresa, presso la Cittadinanza, presso i Comuni e tutti gli altri enti locali, al fine di applicare una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti

 AIAB UMBRIA – associazione italiana per l'agricolutra biologica, associazione molini di fortebraccio, Attac, Blog PerPerugia, Circolo culturale 'primo maggio', Cittadinanzattiva UMBRIA, Comitato Deruta 26 Settembre, Comitato Inceneritori Zero – Umbria, Comitato per l'ambiente di Bettona, Coordinamento USB Umbria, InfarmaZone onlus, ISDE Umbria – Associazione Medici per l'ambiente, La Tramontana, Legambiente Perugia, Libera Umbria, Movimento Cinque Stelle, Movimento Difesa del Cittadino, Nuovo Comitato Belladanza, movimento Perugia Civica, PopoloViolaPerugia, WWF – Umbria,


Comitato Deruta 26 Settembre http://nopiazzacraxi.blogspot.com/ -
Comitato NOINCENERITORI Terni  http://noinceneritoriterni.blogspot.it/ -
Movimento Difesa del Cittadino  http://umbria.difesadelcittadino.it/

domenica 24 giugno 2012

Risposta al Sindaco sulla convocazione del 25 giugno

In primo luogo le Associazioni ribadiscono la loro ferma e non negoziabile opposizione alla realizzazione dell’impianto in argomento per almeno due principali motivi più volte esposti: la profonda sfiducia in Istituzioni che hanno dato prova di sostenere a spada tratta le ragioni di interessi economici privati a fronte di profonde e motivate preoccupazioni della comunità; la tradizionale inaffidabilità di qualsivoglia azione a lungo termine di monitoraggio, manutenzione, gestione e capacità di intervento risolutorio da parte dei cosiddetti Enti competenti. La recente modifica al regolamento regionale sulle fonti energetiche alternative che ha di fatto deregolato l’approvvigionamento dei carburanti per gli impianti in argomento, rende, se fosse possibile, ancora minacciosa e incontrollabile la situazione di Madonna di Lugo.
 
In secondo luogo apprendiamo dalla risposta del Sindaco del 21 c.m., in riferimento alla vicenda biomasse della ditta Coricelli, che laddove era scritto "incontro informativo" era da intendere "tavolo tecnico-istituzionale per garantire l'applicazione puntuale delle prescrizioni". Quindi, delle due una: se trattasi di “tavolo tecnico-istituzionale” è fondamentale che siano presenti le Istituzioni (Comune, Provincia, Regione, ARPA…che peraltro si sono già incontrate e già hanno deciso) e che orario, luogo e modalità siano stati concertati tra loro, mentre Cittadini e Associazioni fanno da corollario, quindi devono adattarsi alla bisogna; se trattasi di “incontro informativo” le Istituzioni non devono essere certo informate su quanto esse stesse hanno deciso, mentre evidentemente lo devono essere i Cittadini e le Associazioni di quanto le prime hanno stabilito sulla loro pelle; quindi orario, luogo e modalità dell’incontro dovevano essere concertati con quest’ultimi, al fine di raggiungere tale scopo il più efficacemente e compiutamente possibile.
 Alla luce di tutto ciò, le Associazioni convocate al tavolo ibrido chiedono al Sindaco di annullare prontamente la riunione con ARPA e Provincia. In un periodo di profonda crisi come quello che stiamo vivendo, si rende necessario attuare ogni possibile azione per evitare inefficienze ed eliminare sprechi nelle voci di spesa pubblica. Poiché è stato scritto che l'obiettivo del tavolo è quello di definire il "protocollo attuativo prima dell'avvio esercizio delle biomasse", invitiamo Comune, ARPA e Provincia a predisporre una bozza del documento tecnico che potranno far circolare tra i rispettivi uffici tecnici per via telematica e di inviarlo successivamente via email alle associazioni affinché possano fare le loro osservazioni. Questo accorgimento avrebbe il merito di evitare lo spreco del carburante dei mezzi trasporto, eviterebbe le indennità per le missioni da parte dei dirigenti/tecnici delle pubbliche amministrazioni che non sarebbero, inoltre, distolti dallo svolgimento delle loro funzioni presso le sedi di appartenenza.

Le associazioni si impegnano a rispondere per via telematica al Comune e si faranno inoltre carico, a costo zero, di
raccogliere anche le eventuali osservazioni che i cittadini vorranno porre a loro maggior tutela.

Certi che questo semplice accorgimento vada nella direzione di contenimento delle spese, mantenendo un pari livello di efficacia, porgiamo i più cordiali saluti e rimaniamo in attesa di successive comunicazioni telematiche.

Comitato Rifiuti Zero
Legambiente
Italia Nostra

giovedì 21 giugno 2012

Impianti a biomassa

Lettera aperta al Sindaco

informiamo i cittadini che ci è giunta nei giorni scorsi la seguente convocazione da parte dell’Ufficio Ambiente - Direzione Sviluppo Locale Sostenibile (SLOS)

“Con la presente, si invita a partecipare il 25 giugno p.v. alle ore 10.00 presso Palazzo Comunale - Sala dello Spagna all’incontro informativo in vista della messa in esercizio dei cogeneratori di Madonna di Lugo.

Distinti saluti”

Riteniamo opportuno rispondere al sindaco e all’ufficio competente con la seguente lettera aperta:
In riferimento "all'invito all’incontro informativo in vista della messa in esercizio dei cogeneratori di Madonna di Lugo", il Comitato Rifiuti Zero ricorda che il processo partecipativo è una forma di democrazia partecipativa attraverso la quale i cittadini possono confrontarsi su un tema di interesse diffuso. 
In occasione dell'incontro del 09/05/2011 a San Giacomo e con la raccolta di oltre 3000 firme, la cittadinanza ha già mostrato un forte interesse verso il tema degli impianti di cogenerazione della ditta Coricelli.
Riteniamo poco chiaro il tema oggetto dell’incontro oltre a considerare inopportuno l’orario di convocazione che coincide con gli orari di lavoro della maggior parte dei cittadini.

Pertanto il Comitato Rifiuti Zero sollecita Codesta amministrazione a:

1)    Ad estendere l’invito a tutti i cittadini

2) ad individuare altra sede rispetto al Palazzo Comunale - Sala dello Spagna per garantire un accesso ad un maggior numero di cittadini

3) posticipare tale incontro alle ore 21.00 per evitare il più possibile la sovrapposizione con le attività lavorative dei cittadini.

Certi di positivo riscontro alle istanze presentate porgiamo i più cordiali saluti.

Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori

martedì 19 giugno 2012

Lei ci chiede , Signor Sindaco, altri soldi per premiare chi ha sbagliato!

Pubblichiamo e condividiamo la lettera aperta al sindaco di Spoleto inviata da Cittadinanza Attiva.


Carissimo Sindaco,
Il taglio di risorse da parte dello Stato crea difficoltà enormi. Cittadinanzattiva ne è consapevole. Non invidiamo la sua posizione, chiamato com’è a mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
Apprezziamo il suo sforzo di mantenere a livelli contenuti l’aliquota dell’IMU sulla prima casa allo 0.45% e di spostare il peso maggiore sulla seconda casa, con aliquota allo 0,9%. Giustizia e solidarietà, nel momento del bisogno, diventano ancora di salvezza.
Non possiamo ignorare, infatti, che la crisi economica si sta trasformando in crisi sociale. Taglio continuo dei servizi, perdita di posti di lavoro, gravi aumenti delle tasse sono una miscela esplosiva. La sensazione diffusa e angosciante di un domani peggiore del presente richiede un grande coraggio. Un coraggio, a nostro avviso, ben maggiore di quello che la sua proposta di bilancio per il 2012 dimostra.
Ci preoccupano le dichiarazioni del Direttore Generale che, mettendo le mani avanti sulle previsioni di alcuni incassi, ci lascia capire che quel contenimento annunciato delle aliquote IMU è in effetti a rischio e potrebbe richiedere, a breve, una sostanziale revisione al rialzo.
Ci preoccupa ancor più, anzi ci sconcerta e delude, la proposta di aumentare la TARSU per ben 630.000 Euro. Soldi dei cittadini da dare in più alla VUS. Riteniamo la proposta assolutamente inaccettabile.
La sua amministrazione ha concordato in passato con la VUS un corrispettivo fissato in alcuni milioni di Euro per la gestione dei rifiuti, fissando un obiettivo per la raccolta differenziata pari al 65%, come da vincoli europei. Ci annuncia oggi che quegli obiettivi non saranno raggiunti. E cosa propone? Di sostituire il management della Società che non è stato all’altezza della situazione? Di affidare il servizio a qualche altra società?
No. Si propone di chiedere più tasse ai cittadini per dare più soldi alla VUS ! E neppure per raggiungere quell’obiettivo del 65%: per ottenere un misero 47% ! Un rinunciatario striminzito vergognoso 47%. 
Lei ci insegna, come ci insegna l’esperienza di tanti comuni italiani, che la raccolta differenziata, se fatta bene, diventa opportunità: crea posti di lavoro; trasforma i rifiuti che non sappiamo più dove mettere in materiali preziosi che il mercato è disposto a pagare profumatamente; salvaguardia l’ambiente che stiamo avvelenando in mille modi. Consente di ridurre le tasse chieste ai cittadini!
Lei ci insegna che questo è possibile se la raccolta differenziata ed il riciclo dei materiali raggiunge percentuali elevate, superiori al 70%. E’ stato dimostrato, anche in Italia, che è possibile arrivare al 90%.
Questo avremmo voluto sentirci dire: cittadini di Spoleto, aiutateci a fare bene. Insieme possiamo farcela.
Ci chiede invece, Sindaco, altri soldi per premiare chi ha sbagliato!
Noi vogliamo bene alla VUS. Siamo orgogliosi di avere un servizio pubblico che può essere efficiente. Ci ostiniamo a non credere che solo le aziende private siano capaci di efficienza.
E proprio per questo motivo che non possiamo permetterci il lusso di spingere la nostra VUS a perseverare nell’errore. Non si premiano gli errori, se si vuole evitare che vengano ripetuti.
Anche perché i cittadini sono stufi di pagare sempre per gli errori degli altri. La situazione, nel Comune come nel Paese, è grave. L’intero mondo occidentale, prigioniero di un modello che ha mostrato tutti i suoi limiti, si sta avvitando su se stesso e rischia di implodere, mentre rischia di esplodere la rabbia della gente.
C’è già una Unione Europea che vuole costringerci, con le buone o con le cattive, a pagare di tasca nostra i guasti prodotti dal sistema bancario, avvelenato dalla finanza. Un sistema privato che brucia risorse nei mercati finanziari, rendendo sempre più ricchi e potenti pochi furbi amici; che per fare questo ha smesso di prestare soldi a famiglie ed imprese facendo precipitare la crisi economica. Anche li. Non hanno il coraggio di metterci le mani, anzi l’accetta, per riformare quel sistema. E ci chiedono di morire per coprire quegli errori!
Quel problema lo affronteremo domani. Oggi, nel nostro piccolo, occupiamoci di Spoleto.
Dimostri un diverso coraggio, Sindaco. Chieda ai cittadini di impegnarsi per la loro parte ad effettuare una buona raccolta differenziata, e in cambio si offra di ridurre la TARSU, come è giusto che sia, non di aumentarla. Chieda alla VUS di rispettare gli impegni presi, o prenda i provvedimenti necessari. Aiutiamola ad essere migliore.
Conti sul nostro sostegno. La cittadinanza attiva di questa città è pronta a fare la sua parte, continuando l’azione di monitoraggio e intensificando l’azione di informazione ai cittadini. Organizziamo insieme corsi nelle scuole. Bambini e ragazzi sanno essere sensibili sul tema e portare conoscenza ed entusiasmo nelle case.
Anche il Comitato Rifiuti Zero, è disponibile e desideroso di offrire le sue conoscenze in materia, e pronto a favorire i contatti con le realtà che hanno già, con soddisfazione, intrapreso la strada virtuosa.
Faremo la nostra parte.
Ci aspettiamo Lei faccia la sua.
Spoleto, 15 Giugno 2012
Firmato           Guido Grossi
Coordinatore di Cittadinanzattiva di Spoleto

domenica 10 giugno 2012

domenica 3 giugno 2012

lunedì 21 maggio 2012

mercoledì 16 maggio 2012

Spoleto a Colori 2012

Da questi link potrai scaricare i contributi all'evento "Riduci, Riusa, Ricicla, RipensaCi! Incenerire non è una soluzione!" in occasione della manifestazione Spoleto a Colori 2012.

Il nostro 2011 - Marco Capoccia (Comitato Rifiuti Zero)

Incenerire non è una soluzione! - Gianandrea La Porta (Comitato Rifiuti Zero)

10 passi verso Rifiuti ZeroRossano Ercolini (Osservatorio Rifiuti Zero Comune di Capannori)

Non rifiuti, ma nuovi materiali - Carla Poli (Centro di Riciclo di Vedelago)

domenica 13 maggio 2012

giovedì 3 maggio 2012

Grande successo del Convegno sulla raccolta differenziata


Grande successo del convegno “Riduci, Riusa, Ricicla, RipensaCi!” organizzato dal Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori di Spoleto. Hanno partecipato al convegno oltre ai numerosi cittadini, il Vicesindaco Stefano Lisci, la Presidente del Consiglio comunale Patrizia Cristofori, qualche consigliere, il presidente della VUS Dionisi, delegazioni dei comitati cittadini di: Perugia, Terni, Gubbio, Foligno.

Dal convegno sono emersi diversi spunti per fare in modo che anche l’Umbria diventi una regione virtuosa. Rossano Ercolini delegato del comune di Capannori (raccolta differenziata oltre 80%) e responsabile dell’osservatorio Rifiuti Zero ha spiegato in modo inequivocabile che la raccolta differenziata è possibile, i rifiuti si possono riciclare in percentuali molto elevate e che una buona raccolta differenziata stimola anche la capacità di produrre meno rifiuti coinvolgendo le aziende produttive  a creare prodotti che possono essere riciclati. Ercolini ha anche precisato che le buone pratiche partono anche da una giusta informazione dei cittadini, molto più disponibili di quanto si pensi, che devono essere coinvolti, formati e obbligati a fare la vera raccolta differenziata. Ha precisato in modo netto che coloro che pensano di bruciare i rifiuti tolgono la possibilità ai cittadini di avere uno sbocco occupazionale soprattutto per i più giovani.

Questo è stato confermato anche da Carla Poli che gestisce uno dei centri di raccolta rifiuti differenziati più apprezzati nel mondo, specificando che la raccolta differenziata, accompagnata da una ricerca specifica,  consente di portare a zero i rifiuti indifferenziati. Il suo centro di raccolta è ormai lanciato nel mercato mondiale avendo accordi con varie aziende sia europee, sia extra europee (India, Taiwan, Cina…..). La stessa ha spiegato come un centro di riciclo ben organizzato sia in grado di fare ricerca e di dare posti di lavoro che nessun inceneritore né cementificio è in grado di offrire.

Entrambi i due esperti si sono meravigliati del fatto che la regione Umbria abbia, dopo un anno, abbia ancora una 
percentuale cosi bassa di raccolta differenziata (media 38%).

Gli interventi degli esponenti del comitato, hanno ribadito la necessità di migliorare urgentemente la situazione, hanno iniziato un monitoraggio della raccolta differenziata porta a porta nella città di Spoleto, rilevando alcune criticità che vorrebbero sottoporre al Sindaco Benedetti e alla VUS per contribuire e avviare un processo di collaborazione per velocizzare e aumentare la percentuale di raccolta e riciclo. Confortati dai due ospiti, hanno ribadito la netta contrarietà all’incenerimento dei rifiuti, una delle peggiori soluzioni in quanto dannosa alla salute, e non conveniente dal punto di vista economico  e… udite udite considerata dagli stessi esperti, un danno economico di incalcolabile valore in quanto distruggerebbe risorse preziose.
A fine convegno è stato chiesto alla Presidente del Consiglio comunale, unica superstite tra i politici,  di presentare  al Consiglio comunale  la richiesta di adesione del comune di Spoleto al protocollo Rifiuti zero 2020.

Concludiamo nell’informare che il 20 aprile ultimo scorso, la Comunità Europea ha ratificato una risoluzione per cui è assolutamente vietato bruciare rifiuti che si possono riciclare.
Raccomandiamo ai nostri politici nazionali, iniziando dal ministro Clini fautore del CSS nei cementifici, regionali, provinciali e locali  e infilandoci anche il  nostro  “iperbolico” consigliere regionale,   prima di prendere decisioni in questo senso, di valutare bene ogni situazione: i cittadini sono stanchi di dover pagare sanzioni alla Comunità europea per la loro gestione scellerata dei rifiuti; i cittadini sono stanchi di pagare sulla propria pelle, scelte fatte a vantaggio di “pochi”  e sono pronti a denunciare chiunque avallerà progetti di incenerimento alla Corte Europea.


Comunicato comitato rifiuti zero


domenica 22 aprile 2012

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ORDINARIA


Ai soci del

Comitato Rifiuti Zero NO Inceneritori





In data 30 aprile 2012 alle ore 15.30, presso la Biblioteca Comunale in via Brignone 11 (palazzo Mauri),  è convocata l'assemblea ordinaria del Comitato Rifiuti Zero NO Inceneritori, per discutere e deliberare sui seguenti punti posti all'ordine del giorno:

1)Approvazione del rendiconto al 31/12/2011;

2)Varie ed eventuali.


Nel caso non si raggiungesse il quorum necessario per deliberare sui punti sopra descritti, l'assemblea ordinaria del Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori, è indetta in seconda convocazione, per il giorno 30 aprile 2012 alle ore 16.30 presso la stessa sede.

martedì 31 gennaio 2012

Tre semplici domande ………

Rassicurare, sempre e comunque. Questa la parola d’ordine che circola ormai da tempo negli
ambienti della politica rispetto alle questioni ambientali nel comune di Spoleto. Le centrali a
biomasse di Madonna di Lugo, l’impianto di termodistruzione della pollina, il cementificio e
l’azienda chimica di trasformazione di fosforo e zolfo, sono solo alcuni esempi di ciò che il
panorama comunale offre in merito alla quotidiana aggressione che subisce il territorio e la
nostra salute. Con preoccupazione osserviamo che ci vengono presentati come normalità la
svendita dei beni comuni e i soprusi contro la collettività.
Durante il consiglio comunale dello scorso 23 gennaio, il primo a memoria di Presidente del
Consiglio in cui gli spoletini sono stati chiamati a partecipare ed intervenire senza mediatori e rappresentanti, si è assistito ad un alternarsi di testimonal chiamati di volta in volta a
rassicurare i cittadini con numeri, interpretazioni, pareri e regolamenti.

Il tutto nel più assoluto, assordante ed annoiato silenzio del primo cittadino e dei suoi prevedibili scudieri: Vicesindaco e Direttore Generale. Eppure nonostante il mantra rassicurativo molti degli astanti rimanevano perplessi e sospettosi.

I numeri non mentono, ma con i numeri si può mentire. Chi maliziosamente minimizza
commette un grave errore di sottovalutazione poiché i cittadini, a loro spese, hanno ormai
imparato a diffidare di coloro che offrono semplicistiche spiegazioni. La popolazione chiede
informazione, trasparenza, non rassicurazioni e si aspetta che i suoi rappresenti siano ben
documentati e capaci di rendere ragione delle loro scelte ed azioni. Il compito assegnato alla
classe politica è quello di saper riconoscere le buone pratiche, l’imprenditoria che investe
nell’innovazione, nell’efficienza e nella sostenibilità. Quando ciò non avviene è colpa della
collettività, perché non è stata in grado di eleggere persone capaci di tutelare i suoi interessi.
La questione ambientale è un problema molto concreto: si tratta di controllo della qualità del territorio, della gestione dei rifiuti, di vigilanza sull’inquinamento, di politiche di protezione e di opportunità strategiche, di disponibilità delle risorse e della loro distribuzione sociale.

Le reti di monitoraggio e gli indicatori di stato presenti sul nostro territorio ci segnalano le aree a maggiore criticità e le tematiche cruciali verso cui indirizzare gli sforzi per arrivare a scelte di campo risolute e partecipate. E’ compito della collettività acquisire maggiore consapevolezza ed agire con senso di responsabilità, ma anche pretendere dalla politica assunzione di responsabilità.

Non esistono soluzioni facili, né sono ammesse scorciatoie per la salvaguardia della popolazione. Tra le sue funzioni il Sindaco, nel dubbio, ha il diritto-dovere di tutelare la salute dei cittadini, nelle forme e nei modi consentiti dalla Legge, compresa la facoltà di presentare eventuali ricorsi ad autorizzazioni in materia ambientale. Nel dubbio.
E a noi cittadini, nel dubbio, a fronte di comportamenti apparentemente inspiegabili, non resta che domandarci:

a chi giova? Chi ci guadagna? E’ un bene per la collettività?


Comitato Rifiuti Zero No Inceneritori

giovedì 12 gennaio 2012

Comunicato con testo diffida per gli impianti di cogenerazione a biomasse di Madonna di Lugo

Informiamo i cittadini che dopo varie vicissitudini, l'amministrazione comunale ha comunicato la data del consiglio comunale aperto chiesto per discutere sulla questione Biomasse di Madonna di Lugo. Il giorno stabilito è lunedì 23 gennaio alle ore 16.00. In questa occasione saranno  consegnate al Sindaco le firme raccolta per la petizione.
In funzione di questi importanti argomenti  invitiamo la cittadinanza a partecipare e a far partecipare amici, parenti e conoscenti per dimostrare l'assoluta contrarietà al progetto delle biomasse a Madonna di Lugo.
Informiamo inoltre che le tre associazioni Legambiente, Italia Nostra e Comitato Rifiuti Zero hanno inviato una diffida formale al Sindaco di Spoleto e alla Provincia di Perugia -  Sezione Ambiente e Territorio, in merito alla conclusione dell’iter amministrativo dei tre impianti.
Testo diffida

Le scriventi associazioni ambientaliste, preso atto della documentazione relativa ai 3 impianti di cogenerazione a biomasse, localizzati in Loc. Madonna di Lugo, e dei verbali della conferenza di servizi del 17/11/2011, celebrata per il rilascio della autorizzazione delle emissioni in atmosfera, esprimono il loro dissenso in merito alla conclusione dell’iter amministrativo che avrebbe portato alla “approvazione” delle tre DIA.
            In particolare non appare condivisibile la posizione del Comune di Spoleto, espressa in sede di conferenza di servizi, secondo cui “i tre procedimenti inerenti la realizzazione dei tre cogeneratori in questione, espletati mediante DIA, non sono da intendersi procedimento pendente alla data di entrata in vigore” del regolamento regionale  n. 7/2011, in quanto palesemente infondata sia in fatto che in diritto.
            Ed invero, l’art. 12 del citato regolamento prevede espressamente che “le disposizioni del presente regolamento si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del regolamento medesimo”.
            Nel caso di specie, non essendo ancora concluso l’iter di approvazione dei tre impianti, dovendo ancora essere acquisita l’autorizzazione prescritta dall’art. 269 del D.lgs 122/2006, il Comune di Spoleto avrebbe ben potuto e dovuto dichiarare la “pendenza” del procedimento e per l’effetto adottare i conseguenti provvedimenti ex art. 12 comma 2 del citato Regolamento Regionale.
            Né alcun rilievo riveste il parere formulato dalla Regione dell’Umbria prot. N. 0146667 del 19/10/2011 a firma dott. Andrea Monsignori, richiesto dal Comune di Spoleto, secondo cui “…si ritiene che ai sensi del citato art. 12 comma 1 del RR 7/2011, per procedimenti pendenti si intendono i procedimenti non conclusi alla data del 20/08/2011, data di entrata in vigore del R.R. 7/2011 in oggetto, ovvero per i quali entro la stessa data siano trascorsi i termini per l’efficacia delle dichiarazioni di inizio attività”.
            Tale affermazione appare del tutto tautologica e sfornita di alcun effettivo rilievo giuridico, nel caso di specie.
            La normativa di settore, infatti, nel disciplinare le procedure autorizzatorie per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili, parla sempre di “costruzione e esercizio” o di “installazione ed esercizio”degli impianti: attività edilizia ed esercizio dell’attività vengono sempre considerate unitariamente, come è logico che sia.
            Del resto anche lo stesso Comune di Spoleto, nella richiesta di parere prot. N. 0047742 del 23/09/2011 a firma Arch. Quondam ritiene implicitamente non concluso il procedimento, essendo ancora a quella data necessario il rilascio dell’autorizzazione alle emissioni, rientrando tale atto tra quelli previsti dall’art. 20 comma 4 L 241/1990.
            Essendo stata celebrata la conferenza di servizi solo in data 17/11/2011, è di tutta evidenza come a tale data il procedimento non poteva essere considerato concluso, con conseguente applicabilità dei principi e delle norme contenute nel nuovo regolamento regionale n. 7/2011.
            Sorprende, inoltre, come il Comune di Spoleto abbia completamente omesso di considerare, come avrebbe dovuto, gli interessi pubblici di tutela dell’ambiente e della salute pubblica, gravemente minacciati dai tre impianti e dalla contestuale richiesta di ampliamento dell’impianto produttivo della Pietro Coricelli spa, come chiaramente evidenziato dalla Provincia di Perugia con nota prot.  U-0302721 del 22/07/2010.
            Gli interessi alla tutela ambientale, infatti, devono essere oggetto di prioritaria considerazione di fronte alle pur legittime esigenze di celerità e semplificazione del procedimento amministrativo.
            Non si comprende, quindi, il motivo per cui l’Amministrazione, a fronte della paventata “presenza concomitante di elementi di vulnerabilità ambientale e di impatti dovuti ad una diversificazione complessa e contigua delle attività presenti all’interno dell’area industriale”, come dettagliatamente descritti nella sopra citata nota, non abbia assunto un atteggiamento ispirato ai principi della precauzione e dell’azione preventiva, anziché trincerarsi dietro uno sterile formalismo.
            Nel caso di specie, invece, l’Amministrazione comunale, anche dinanzi alla grave conflittualità causata dall’installazione degli impianti di cogenerazione, culminata nella raccolta di oltre 3000 firme contro le tre strutture, ha completamente omesso di considerare gli interessi della popolazione, limitandosi, solo in sede di conferenza di servizi del 17/11/2011, ad indicare una serie di prescrizioni ben più complesse di quelle già imposte dall’ARPA, venendo meno ai principi che il Codice dell’Ambiente detta in materia di tutela ambientale.
            Anche alla luce delle prescrizioni ed adeguamenti richiesti dallo stesso Comune di Spoleto, è di tutta evidenza come l’iter procedimentale alla data della celebrazione della conferenza di servizi non potesse essere considerato concluso.
            Poste tali premesse, si diffida, da un lato, il Comune di Spoleto a voler richiedere alle ditte proponenti i necessari adeguamenti ai sensi dell’art. 12 del Regolamento Regionale n. 7/2011, dall’altro, i competenti Uffici della Provincia di Perugia a non rilasciare la prescritta autorizzazione per la messa in esercizio degli impianti.
           
            In difetto, le scriventi associazioni ambientaliste si vedranno costrette a rivolgersi alla competente Autorità Giudiziaria.
           Distinti saluti.

Comitato Rifiuti Zero
Legambiente Spoleto
Italia Nostra